Ho incontrato mr. Hyde - Graziella Martina - In viaggio con gli scrittori

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Uno dei motivi per cui il caso del dr. Jekyll e di mr. Hyde è diventato così popolare, tanto da essere entrato nella parlata quotidiana, è che di individui dalla natura duplice e ambigua è pieno il mondo.
Io ne ho incontrato uno, particolarmente malvagio e intendo raccontarne la storia... Nel racconto, per diventare mr. Hyde, il dr. Jekyll aveva assunto una pozione messa a punto da lui stesso, che aveva separato le due nature del suo animo, quella buona e quella cattiva.
Il mio mr. Hyde non ha avuto bisogno di alcuna pozione per far emergere il male che era in lui, è stata sufficiente una mia legittima richiesta per dimostrare la sua totale assenza di moralità.
A questo punto, ha dimenticato la ragione ed ha ubbidito unicamente ai suoi istinti.
Rileggere Stevenson e avere l’impressione che parlasse del mr. Hyde incontrato da me è stato tutt’uno.

"…Giunti gli anni della riflessione, presi a considerare i miei progressi e la mia posizione nel mondo,e mi trovai già incamminato in una vita di profonda doppiezza. Molti si sarebbero addirittura vantati di certe leggerezze, di certe sregolatesse che io, dalla mia altezza e ambiziosità di vedute, consideravo invece una colpa e nascondevo con vergogna quasi morbosa. Più che difetti gravi,furono dunque le mie aspirazioni eccessive a fare di me quello che sono stato, e a separare in me, più radicalmente che negli altri, quelle due province del bene e del male che dividono e compongono la duplice natura dell’uomo.

…E’ stato dal lato morale, e sulla mia stessa persona, che ho imparato a riconoscer la fondamentale e originaria dualità dell’uomo. Considerando le due nature che si contendevano il campo della mia coscienza, capii che se potevo dire, con altrettanta verità, di essere l’una come di essere l’altra, era proprio perché si trattava di due nature distinte; e molto presto, ben prima che le mie ricerche scientifiche mi facessero lontanamente balenare la possibilità di un tale miracolo, appresi a indugiare con piacere, come in un caro sogno a occhi aperti, sul pensiero di una separazione dei due elementi. Se questi, mi dicevo, potessero incarnarsi in due identità separate, la vita diventerebbe molto più sopportabile. L’ingiusto se ne andrebbe per la sua strada, libero dalle aspirazioni e dai rimorsi del suo più austero gemello…

Esitai a lungo prima di passare dalla teoria alla pratica. Sapevo bene di rischiare la vita, poiché era chiara la pericolosità di una sostanza così potente da penetrare e scuotere dalle fondamenta la stessa fortezza dell’identità personale.

Mi sentii più giovane, più leggero, più felice fisicamente, mentre nel morale ero conscio di altre trasformazioni: una caparbia temerarietà, uno scioglimento dei freni dell’obbligo, fin dal primo respiro in quella nuova vita, mi seppi portato al male con un impeto decuplicato e interamente schiavo del mio peccato d’origine. Ma questa stessa consapevolezza, in quel momento, mi esaltò e deliziò come un vino. Allargai le braccia, esultando nella freschezza di queste sensazioni… "

E' una descrizione perfetta della trasformazione del mio mr. Hyde, della sua mostruosa metamorfosi di quando, abbandonato il travestimento da brava persona, era precipitato nell'abisso del suo cuore malvagio, dove non esisteva empatia né ombra di morale. La cosa curiosa è che l'abitante di Edimburgo che ha ispirato la penna di Stevenson era un individuo all'apparenza  gentile e di buona condotta, ma in realtà dedito al furto e alla forzatura di casseforti. Anche in questo caso il personaggio reale di Stevenson era uguale al mio mr. Hyde, ugualmente dedito al furto e all'appropriazione indebita sotto altra forma. E anche in questo caso il bene celava il male e una linea sottile divideva l'apparenza dalla realtà.

Mi sono accorta troppo tardi di quanto in realtà il mio mr. Hyde sia subdolo, viscido e impostore. Una volta abbandonate le sue maniere insinuanti, ha potuto approfittarsi ampiamente della mia generosità. Porta dentro una personalità molto  lontana da quella che manifesta, ha una maschera che nasconde il suo vero volto. Ma non mi aspettavo che l'abisso che divide le sue due personalità, il bene e il male, fosse così vasto. E quando l'istanza del male ha prevaricato, la voce  della sete di denaro ha avuto il sopravvento e lo ha portato a compiere nefandezze inenarrabili.



A peggiorare le cose, nel mio caso c'è anche una lady Hyde, che ha aggiunto quel tocco di protervia e malignità, quell'impronta caratteristica con la quale ha sorretto la parte più debole di lui che forse, da solo, non sarebbe arrivato alle punte di scelleratezza e furfanteria a cui è arrivato.  Così, la cosa oltraggiosa e sporca che hanno fatto, per meri scopi economici e freddo calcolo onde raggiungere il loro scopo, è davvero indegna. Mi sono resa conto - troppo tardi - di quale abisso mi separa da questi due individui privi di scrupoli, insensibili e dagli intenti malvagi. Per me questo tradimento, così scorretto e disonesto, è stato molto lesivo. L'inganno perpetrato, la fiducia tradita, la mancanza totale di rispetto e considerazione sono stati drammatici, sia dal punto di vista emotivo che sul fronte economico. La rabbia e la tristezza per le loro affermazioni coscientemente false sono state così forti, il discredito e la riduzione a zero del mio valore, la sensazione di violazione così intensa da farmi ammalare.
Ho dovuto aspettare e lasciar sedimentare gli eventi prima di poterci tornare sopra.
Tuttavia, mi è stato fonte di soddisfazione sapere di non essere come loro, ma è pur sempre una magra consolazione. Purtroppo, è proprio per questo che sono caduta vittima della loro trappola. Mi dicono anche che la cattiveria e la malvagità messe in atto contro di te, se non ti uccidono, ti rendono più forte.

A conclusione devo dire però che in una cosa questi due non sono all'altezza del mr. Hyde del libro. Il personaggio di Stevenson, una volta rinsavito e tornato ad essere il dr. Jekyll, ha sempre risarcito le vittime. Loro, non lo hanno mai fatto.
Cito, a chiusura, una frase di Niccolò Machiavelli: “Coloro che vincono, in qualunque modo vincono, mai non ne riportano vergogna.”
Mi sembra perfetta per i miei Mr. And Mrs. Hyde!    
Li immagino, complici, commentare ridendo la mia dabbenaggine e la furbizia con cui mi avevano raggirata.
 
Da parte mia, traggo ispirazione dal proverbio del grande Confucio:
“Non meditare vendetta. Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il tuo nemico.” Attendo quindi fiduciosa che gli eventi facciano il loro corso, non voglio avere pensieri vendicativi né voglio nuocere a chi mi ha fatto del male.
 
Confido anche nella legge causa effetto del Karma, quella che pensa a mantenere l’equilibrio cosmico e che è ben superiore alla povera legge umana, così arbitraria e ingiusta, come racconto qui sotto.



INGIUSTIZIA E' FATTA

          Confesso che immaginavo già come sarebbe andata a finire. Se ero stata così ingenua da lavorare per diversi anni senza garanzie né pagamenti, fidandomi dell'editore, peggio per me, lo sbaglio era stato mio. Se poi gli avevo addirittura prestato 10.000 euro, in un momento in cui diceva di essere in difficoltà, sempre senza cautelarmi, avevo dimostrato una dabbenaggine talmente imperdonabile che ne dovevo giustamente pagare le conseguenze. Mi faceva rabbia tuttavia l'essere stata presa in giro in modo così plateale da questi Mr. e Lady Hyde. ed ho voluto provare a ricorrere alla legge. In questo modo, al danno si è aggiunta una seconda beffa. Ecco come è andata.
Mr. Beak, Lady Hyde e Cinderella

L'avvocato ed io siamo arrivate in anticipo davanti al cancello principale, che era chiuso. Non c'erano avvisi del perché né indicazioni di un'entrata alternativa. Ordinaria amministrazione.
Nel cortile tutto era abbandonato, c'era un disordine ed un'incuria totali. Il fabbricato, pur ristrutturato pochi anni fa, era ormai quasi un rudere. La natura si era ripresa i suoi spazi, i rampicanti stavano coprendo anche le finestre, l'umidità si mangiava i muri, lasciati alle muffe. L'edificio aveva l'aria triste e desolata dei posti dismessi e sin dall'esterno ci si poteva immaginare come fosse dentro.  

Individuato un ingresso secondario, siamo entrate per ritrovarci improvvisamente in una dimensione fantascientifica, come se fossimo su di un altro pianeta. E' un pianeta dove nulla è come sembra, dove non c'è distinzione tra verità e finzione e dove quest'ultima trionfa. A cominciare dalla spedizione di una lettera mai arrivata a destinazione, malgrado il fatto che il sistema elettronico usato sia pressochè infallibile. Una cosa che sul pianeta terra non si è mai verificata. Forse che la stessa non sia mai stata spedita? Ma in questa dimensione non è consentito mettere in dubbio una palese menzogna, essa va accettata come verità incontrovertibile.

Appena entrate nell'ufficio, è arrivato il pistolotto sul fatto che la verità processuale è diversa da quella reale, cosa di cui ho avuto modo di accorgermi ampiamente nel corso dell'udienza.
Mr Beak ha cominciato a sfogliare le scartoffie e ha subito storto il naso – stavo per dire il becco – perché ha visto che precedentemente avevo avviato una causa di lavoro. Anche se lo avevo fatto perché nessuno dei miei lavori era stato pagato, era evidente che la mia richiesta di ricevere almeno un piccolissimo rimborso (che è poi servito a malapena a coprire le spese legali, quindi l'azione è stata del tutto inutile) per gli enormi costi che avevo affrontato nei viaggi, nell'acquisto di libri e nel pagamento del grafico, incontrava la sua totale  disapprovazione.

Ho anche dovuto sentir propinare dalla controparte menzogne su menzogne, ma, mi è stato detto che davanti alla legge eravamo entrambe sullo stesso piano, due persone di cui Mr. Beak non sapeva assolutamente nulla. Questo ha permesso a Lady Hyde di sostenere impunemente ogni sorta di fandonie, mentre io sono sempre stata prontamente zittita. Mi sono anche sentita molto patetica quando, nell'indifferenza generale, ho appoggiato sul tavolo i miei quattro meravigliosi libri, che tanto lavoro e tante spese mi erano costati.    

Quando Mr. Beak mi ha proposto, sulla base del principio che io avevo circa l'età di sua madre, di accettare un rimborso di poco più di un quarto della somma che avevo prestato - in caso contrario correvo il rischio di perdere tutto - sono stata molto indecisa. Mi è venuto in mente il meraviglioso professor Offidani, che, quando frequentavo l'Università, aveva premiato con un bel 30 entrambi gli esami di diritto pubblico e di diritto privato che avevo sostenuto con lui. Ho pensato che, se fosse stato possibile, con la tecnica delle Interviste impossibili creata da Umberto Eco, chiedergli: “Professore, che cosa ne pensa di un criterio che si basa sull'età come metro di giudizio?”. Se avessi avuto vent'anni di meno avrei ricevuto di più?  

Non solo, ma dovevo anche garantire che quel magro rimborso fosse definitivo, once and for all. Mi ha detto che non potevo verosimilmente sottoporre Lady Hyde ad altri spostamenti disagevoli. In effetti, come  potevo pensare di infliggerle una simile pena? Fino a quel momento quegli spostamenti erano spettati a me, Cinderella, che di viaggi di andata e ritorno da e per la grande metropoli ne aveva affrontati centinaia.

Vedendomi indecisa sul rinunciare a proseguire la causa, Mr Beak mi ha dato il colpo finale. “Adesso le spezzo le gambe!” ha detto. Questa frase mi ha davvero spaventata. Io abitavo a Torino negli anni del terrorismo, gli anni delle uccisioni e delle gambizzazioni. Quindi il sentir proferire una minaccia del genere mi è sembrato spaventoso.

Datemi della codarda, ma a quel punto mi sono alzata ed ho chiesto di chiudere tutto, mentre avevo le gambe ancora sane.

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